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Escursionismo

L’escursionismo è l’essenza dell’andare in montagna e la conquista è sempre stata la sfida dell’uomo. Camminare in montagna equivale a correre in pianura, occorre soltanto un minimo di preparazione fisica. E’ un’attività motoria che può essere praticata da chiunque goda di buona salute.

E’ considerata una delle migliori forme di esercizio per mantenere attivo il corpo e per depurare polmoni e sangue, ed è una disciplina sportiva tra le più economiche, la montagna è gratis. L’emozione di raggiungere una cima superando piccole difficoltà e vincendo la fatica, alimenta l’autostima e fa sentire più forti. 

Le escursioni in montagna ci offrono esperienze cha hanno anche il fine di raggiungere mete interiori regalandoci intense emozioni.

Camminare in compagnia attraverso verdi praterie, boschi fatati vuol dire anche  scoprire erbe e fiori rari; ammirare camosci, stambecchi, marmotte e volpi; liberi da ogni stress e impedimento, respirando aria pura.

Guida all’escursione

Prima di descrivere il significato del grado di difficoltà indicato per ogni escursione vogliamo fornire qualche suggerimento utile per comprendere quale percorso sia più adatto alla vostra preparazione.

È necessario premettere che l’attribuzione del grado di difficoltà ad un tracciato non si basa unicamente sulla difficoltà tecnica dello stesso ma anche sulle capacità fisiche richieste per poter svolgere in modo sereno e piacevole l’escursione. Senza voler sopravvalutare o sottovalutare la preparazione fisica di ognuno riteniamo che la partecipazione alle nostre proposte deve risultare un esperienza piacevole, un’occasione nella quale poter apprezzare le particolarità naturalistiche e paesaggistiche dei nostri itinerari senza però sostenere uno sforzo fisico superiore al proprio allenamento. Il nostro obiettivo è quello di gratificarvi nel corpo e nella mente con la giusta attività.

Con questo non vogliamo affermare che non si avrà modo di sudare o di provare un normale affaticamento affrontando un tratto in salita magari anche un po’ impegnativo.

Si vuole ricordare che una preparazione di livello escursionistico o escursionistico esperto non la si inventa poiché prevede la pratica di sentieri di montagna per diverse ore su fondo irregolare e talora impervio.

Noi non possiamo conoscere a priori le vostre attitudini è quindi spetta responsabilmente a chi decide di partecipare ad un escursione confrontare le proprie capacità con quelle richieste dal tracciato e con l’attrezzatura a propria disposizione. Di seguito vi forniamo alcune indicazioni sul significato della simbologia utilizzata, che riprende, per quanto riguarda il grado di difficoltà, quella ufficiale proposta dal CAI (Club Alpino Italiano). In caso di perplessità vi invitiamo a contattare direttamente la guida responsabile dell’escursione per avere le delucidazioni del caso.

È doveroso ricordare che ci si muove solitamente in gruppo e che quindi l’inadeguata preparazione del singolo, oltre che risultare pericolosa per se stesso, può guastare la giornata agli altri partecipanti a causa di un rientro anticipato o ad una variazione del tracciato.

Ciò premesso si danno le seguenti definizioni:

Dislivello: se non indicato diversamente indica il tratto in salita;

Tempo di percorrenza: indica generalmente il solo tempo di salita; per i giri ad anello e le traversate si riporta il tempo complessivo dell’escursione. Viene calcolato sul passo di un escursionista con un allenamento medio corrispondente alla copertura di un dislivello pari a 350-400 metri all’ora o 4 chilometri in piano.

 

Grado di difficoltà

T = turistico. – Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri, hanno un dislivello massimo di 400-500 metri e il loro percorso ha una durata massima di 2 – 3 ore di cammino. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico. – Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri, ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi nè impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane.

EE = per escursionisti esperti. – Si tratta di itinerari generalmente segnalati, ma che implicano la capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce e di erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della picozza, nonché la conoscenza delle relative manovre di assicurazione).

Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino, passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate.

Zaino e Attrezzatura

La preparazione dell’“attrezzatura” prima di un’escursione risulta un momento particolarmente importante per la buona riuscita di una gita o per renderla più piacevole.

Si è soliti pensare che per “passeggiate” o uscite in montagna di una giornata non sia necessario portare con sé nulla di particolare ma che anzi basti indossare un paio di scarpe da ginnastica o da trekking per raggiungere qualsiasi meta.

Nel partecipare ad un’escursione può succedere di farsi prendere dall’entusiasmo sottovalutando alcuni aspetti e sopravvalutando le proprie capacità. Per quanto riguarda le capacità e il grado di difficoltà di un percorso, si rimanda all’apposita sezione, mentre ci si vuole qui soffermare sulle tematiche legate alla preparazione dell’attrezzatura.

Per chi solitamente affronta i sentieri di montagna, con tragitti che durano diverse ore o giorni, quanto riportato di seguito potrebbe risultare banale (anche se una ripassata a concetti già noti non fa mai male); per chi invece si avvicina per la prima volta a questa “esperienza” o è un po’ arrugginito può risultare utile procedere con la lettura.

Questa breve nota non vuole certamente costituire uno stralcio di un manuale di alpinismo nel quale sono riportate nozioni, tecniche e attrezzature per scalare vette o pendi ma solamente fornire alcuni suggerimenti utili per essere idoneamente preparati ad affrontare un ambiente, quello della montagna, che è differente rispetto a quello urbano e casalingo e che quindi richiede una piccola preparazione ed una modesta attrezzatura per poterlo godere appieno.

Si è ad esempio accennato agli aspetti legati alle calzature; per affrontare le escursioni proposte è necessario disporre di uno scarponcino da montagna o da trekking comodo, in buono stato e possibilmente impermeabile all’acqua.

L’aggettivo comodo può risultare ovvio ma purtroppo la nostra esperienza sul campo dimostra che nulla è così ovvio e scontato. Utilizzare calzature che da parecchio non vengono indossate o addirittura nuove può creare serie difficoltà già nei primissimi istanti di una escursione. Vesciche e piccoli tagli possono manifestarsi anche dopo pochi minuti, rendendo pressoché impossibile proseguire il cammino. Si consiglia quindi di utilizzare uno scarponcino “già testato sul campo recentemente”; per le calzature nuove vanno provate prima per piccoli tratti o brevi passeggiate in modo da verificarne l’ergonomia.

E’ inoltre necessario verificare lo stato di usura della calzatura poiché impiegare calzature comode che si indossano “da sempre” ma che ormai hanno perso le loro caratteristiche funzionali può risultare addirittura pericoloso. Ad esempio uno scarponcino che ha il grip (comunemente definito carrarmato) completamente usurato, non garantisce una buona aderenza con il terreno e può essere causa di cadute anche con conseguenze serie. Una rapida verifica delle scarpe potrà farvi prendere coscienza dello stato di cuciture, stringhe, passanti, soletta etc. Infine è opportuno disporre di una calzatura in grado di avere un certo grado di impermeabilità al fine di evitare che, attraversando un prato con erba bagnata (magari all’inizio del tragitto), lo scarpone si inzuppi inumidendo, di conseguenza, il piede.

Per chi ne fosse sprovvisto o avesse la necessità di cambiarli, sul mercato esistono diverse tipologie di scarponi con caratteristiche e costi estremamente vari; ci si può dotare di un buon prodotto anche senza spendere cifre elevate. Si consiglia di rivolgersi ad un negozio specializzato dove i professionisti del settore sapranno indicarvi la calzatura più adatta alle vostre esigenze.

Ovviamente anche l’abbigliamento costituisce un aspetto importante per rendere più piacevole l’escursione. È consigliato utilizzare un abbigliamento comodo che non impedisca o intralci i movimenti e che eviti sfregamenti sul corpo, possibilmente di materiale traspirante. Ovviamente la tipologia di abbigliamento da scegliere dipende oltre che dalla stagione nella quale si svolge l’escursione anche dalla quota altimetrica che si prevede di raggiungere e ovviamente dalle condizioni meteorologiche attese.

Il consiglio in ogni caso è di vestirsi a “cipolla” in modo da alleggerire o appesantire la propria copertura a seconda della situazione. Ad esempio, potrebbe capitare che anche in una giornata un po’ “freddina” dopo qualche minuto di camminata, con l’accaloramento, si possa sentire l’esigenza di levarsi qualche capo o di coprirsi con un’ulteriore giacca o windstopper al crescere di una brezza.

È difficile indicare un abbigliamento base per un‘escursione anche perché dipende molto dalla percezione della temperatura di ognuno, ma in ogni caso all’interno dello zaino dovrà trovar posto un giubbino windstopper (letteralmente ferma vento) di peso differente a seconda della stagione.

Windstopper ed un capo per coprirsi in caso di pioggia (k-way o poncho) devono essere sempre presenti nello zaino qualsiasi siano le previsioni meteorologiche attese anche perché, soprattutto in montagna e nella stagione estiva, acquazzoni a carattere temporalesco possono verificarsi in modo imprevisto; potrebbe inoltre risultare utile portare con sé un ombrellino pieghevole (da evitare quelli con puntale in ferro di cui è sconsigliato in ogni caso l’uso in presenza di temporale con fulmini soprattutto in quota).

Si è quindi giunti alla preparazione dello zaino; è ovvio che la capienza ed il suo contenuto sono variabili a seconda della tipologia di percorso e dalla durata dello stesso (poche ore o più giorni).

Per non appesantire la lettura ci si vuole qui soffermare sul fornire alcune utili indicazioni per la preparazione zaino per le escursioni che si svolgono nell’arco di un giornata anche se possono valere a carattere generale anche per le altre e rimandando alle specifiche indicate nelle schede dei singoli trekking per l’approntamento dello zaino per le gite di più giorni.

Lo zaino è un effetto personale che ogni partecipante all’escursione dovrebbe indossare ed all’interno del quale devono trovare posto tutte le attrezzature personali da utilizzare in caso di bisogno. Personale perché, anche se ci si muove in gruppo, le esigenze che possono insorgere nell’affrontare un tragitto lungo o corto possono essere differenti da persona a persona e ognuno deve essere consapevole dell’attrezzatura di cui dispone. L’esperienza ci ha insegnato che la preparazione di uno zaino facente capo a due o più persone spesso porta a carenza di attrezzatura indispensabile e si arriva ad ascoltare la solita frase “… pensavo l’avessi messo tu nello zaino”.

Non si vuole essere troppo severi ma è evidente che se si dimentica ad esempio la crema protezione solare o gli occhiali da sole in un’escursione ad alta quota in una giornata soleggiata in piena estate, le conseguenze possono risultare estremamente serie sia per l’incolumità personale oltre che potenzialmente rovinare la giornata agli altri partecipanti del gruppo (a causa di un rientro anticipato o una riduzione del percorso).

Per l’escursione di un giorno la dimensione dello zaino deve essere indicativamente compresa tra i 30 ed i 40 litri avendo cura di dotarsi di un modello comodo, con schienale e spallacci imbottiti e di struttura di areazione per sudare meno. È bene ricordare che esistono modelli specifici da uomo, donna e bambino e la maggior parte degli zaini di qualità permette la regolazione dello schienale a seconda della propria taglia mentre altri sono regolabili in base all’altezza dell’escursionista. La regolazione deve essere eseguita con lo zaino carico e modificata anche sulla base dell’abbigliamento che si prevede di indossare (es. giacca invernale o t-shirt estiva). Si ricorda inoltre che, per un maggior confort è necessario porre particolare cura alla distribuzione corretta dei carichi non solo sulle spalle ma anche nella fascia lombare.

Al suo interno oltre alle attrezzature citate in precedenza (mantella impermeabile, giubbino windstopper, occhiali da sole e crema protezione solare) dovrebbero trovare posto: una riserva d’acqua (borraccia o termos) con capienza variabile a seconda della disponibilità d’acqua presente durante il percorso, un berretto per la protezione del sole e/o un cappello di lana per proteggersi dal freddo, giacca a vento (a seconda delle temperature attese), dei guanti, fazzoletti di carta, copri zaino antipioggia, uno snack dolce, il pranzo al sacco se previsto.

Si consigliano inoltre i seguenti accessori: bastoncini telescopici, binocolo, macchina fotografica, lampada frontale (per escursioni notturne), maglietta intimo di ricambio, kit primo soccorso, telo termico di emergenza, coltellino multiuso e taccuino per appunti.

Per eventuali dubbi o perplessità circa l’attrezzature necessaria per un’escursione, non esitate a contattare il responsabile della gita che vi saprà dare tutte le indicazioni del caso.

Regolamento per escursioni guidate

La realizzazione delle gite organizzate è subordinata alla presenza di una o più Guide Escursionistiche Ambientali. La guida è l’organizzatore logistico ed il responsabile del regolare svolgimento dell’attività in programma.

I partecipanti alle gite sono coperti da assicurazione R.C. a partire dal momento del ritrovo fino alla conclusione della gita.

La partecipazione alle uscite prevede l’accettazione collaborativa delle direttive della guida e l’impegno a rimanere uniti alla comitiva per l’intera durata della gita.

Ogni partecipante alla gita si impegna a non lasciare rifiuti di alcun genere nei luoghi di sosta o lungo il percorso.

Tutti coloro che intendono partecipare ad una gita sono tenuti a valutare personalmente l’opportunità di iscriversi tenendo conto della propria preparazione fisico/tecnica e delle eventuali, prevedibili difficoltà da affrontare. Gli elementi di valutazione sono, di volta in volta, forniti dagli organizzatori delle specifiche gite.

L’equipaggiamento personale (abbigliamento ed eventuale attrezzatura) deve essere adeguato alle caratteristiche tecniche ed ambientali di ogni gita.

Gli organizzatori hanno facoltà di non accettare la partecipazione alle gite di coloro che fossero ritenuti non idonei. Tale mancanza di idoneità potrà dipendere dalla valutazione dell’allenamento, dell’equipaggiamento, dell’esperienza o di qualsiasi altro elemento si ritenga importante per il corretto svolgimento della gita.

Non devono essere seguiti percorsi diversi da quelli stabiliti dall’organizzazione a meno di non essere stati esplicitamente autorizzati.

La guida ha facoltà unilaterale di modificare la meta o annullare l’itinerario della gita qualora le condizioni ambientali e/o meteorologiche non dovessero assicurare le condizioni di sicurezza della stessa.

Gli eventuali minori dovranno essere accompagnati da persona garante e responsabile, oppure verrà richiesta la compilazione e l’accettazione di una liberatoria firmata dai genitori.

In caso di rinuncia a proseguire l’attività, da parte di un partecipante, l’intera somma versata sarà trattenuta

La prenotazione è obbligatoria ed accettata  fino al giorno indicato in ciascuna escursione.

La prenotazione è ritenuta valida al momento del versamento della caparra, secondo i tempi e le modalità descritte per ciascuna gita.